“Il cioccolato incontra le tradizioni della Granda”: questo il tema della 17esima edizione di Un Borgo di cioccolato

La manifestazione dedicata al cibo degli dei è stata presentata ufficialmente: appuntamento l’11 e 12 marzo, anche con un’iniziativa benefica per le zone colpite dal terremoto.

Non ha quasi bisogno di presentazioni "Un Borgo di cioccolato", la seconda fiera più importante di Borgo San Dalmazzo, che, pur vantando una storia di soli 17 anni (poco o nulla rispetto alla Fiera Fredda o alla fiera di San Giorgio), è ormai diventata una tradizione di primavera.

Nata nel 2000 da un’idea di Pino Oliva, vanta la collaborazione di sponsor storici, come Confartigianato e la Cassa rurale ed artigiana di Boves; da molti anni sono protagonisti anche Gli Amici del cioccolato, guidati da Giovanna Chionetti e le scuole alberghiere del territorio.

La manifestazione è stata presentata venerdì 24 febbraio; a fare gli onori di casa l’assessore alle Manifestazioni, Mauro Bernardi. “Diciassettesima edizione, nel 2017: era d’obbligo un simbolo scaramantico – ha detto -: ringraziamo gli Amici del cioccolato per il loro ferro di cavallo in cioccolato. Questo evento, l’ultimo che organizzeremo in questo mandato amministrativo, è il frutto della collaborazione di moltissime persone, dall’Ente Fiera Fredda, agli sponsor storici, ai commercianti, agli artigiani. Un ringraziamento sentito ai nostri preziosi volontari: senza di loro non saremmo riusciti a fare molto. La fiera funziona. Abbiamo coinvolto, con il tempo, non solo il cioccolato, ma anche altri rami della pasticceria”.

“La passione artigiana è il fulcro di questa manifestazione – ha detto il sindaco Gian Paolo Beretta -. L’artigianato è ben radicato nel nostro territorio, ma cresce perché sta al passo con i tempi e si rinnova; molte nostre ditte lavorano con l’estero e sono eccellenze per la città e per tutto il territorio. L’artigiano coniuga in un unico progetto l’uso della materia prima con l’abilità dell’azione delle sue mani, per arrivare a un prodotto di eccellenza. Per Un Borgo di cioccolato si è creata una grande squadra che fa rete sul territorio e ha portato al manifestazione a crescere sempre di più”.

A presentare i dettagli dell’evento, Giovanna Chionetti, il vicepresidente dell’Ente Fiera Fredda, Fabrizio Buffa e il direttore Orazio Puleio. Formula che vince non si cambia, o al massimo aggiunge novità alle proposte: un giorno e mezzo di manifestazione, con apertura dei battenti di Palazzo Bertello sabato 11 marzo alle 16, inaugurazione ufficiale alle 17,30, e chiusura alle 22; domenica apertura alle 10 e chiusura alle 20.

Nella seconda giornata, per le vie del centro ci sarà fin dal mattino il mercato straordinario e nel pomeriggio animazione e musica in molti angoli della città, con degustazione di cioccolato con la collaborazione dei commercianti. All’interno di palazzo Bertello saranno presenti i due tradizionali laboratori: quello del cioccolato e la fabbrica del cioccolato; ma per l’edizione 2017 la proposta di arricchisce del laboratorio del gelato, delle paste di meliga, con il Consorzio delle paste di meliga monregalese, il laboratorio della birra artigianale e le stampanti 3D per il cioccolato; e ancora la produzione di sculture in frutta e verdura e nel pomeriggio di domenica, nel cortile di Palazzo Bertello, singolare affiancamento tra uno scultore nel ghiaccio, Riccardo Depetris, e uno nel legno, il borgarino “Barba Brisiu”.

Come ogni anno, saranno presenti le sculture in cioccolato prodotte dai pasticceri locali e dagli studenti della scuole alberghiere, che saranno votate dal pubblico e premiate domenica pomeriggio.

Il tema sarà legato alle fiere della tradizione locale, dalla Fiera Fredda di Borgo a quella del marrone di Cuneo, passando per Pontechianale, Ormea, Alba, Savigliano e tutte le principali manifestazioni della provincia. Gli studenti dell’Istituto Alberghiero di Dronero hanno presentato la loro iniziativa di beneficienza per le popolazioni colpite dal terremoto, che porteranno anche a Un Borgo di cioccolato.

“Ci siamo messi in contatto con la scuola alberghiera di Amatrice – hanno raccontato Nicolò e Roberto, studenti del quinto anno, accompagnati dal prof. Viglietti -, che è stata trasferita a Rieti, perché l’edificio era inagibile. Abbiamo acquistato il guanciale dai produttori di Accumoli e dintorni; ci siamo fatti inviare la ricetta tradizionale del sugo all’amatriciana, lo abbiamo prodotto noi, coinvolgendo anche le altri classi della nostra scuola, e messo in vasetto. Lo offriremo in cambio di un’offerta e tutto il ricavato sarà destinato alla scuola dei nostri compagni di Amatrice”.

“Ogni nostro collaboratore è come il musicista di un’orchestra – ha concluso Fabrizio Buffa presentando i Concerti diffusi di domenica pomeriggio -, che porta il suo contributo per la riuscita del concerto. Il nostro palco è il territorio. Non vediamo l’ora di salirci e ciascuno porterà il suo contributo”.

Fonte: www.targatocn.it

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